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Il K2 mi "entrò" dentro… e non è più uscito
Mario Lacedelli, nipote di Lino, a poche ore dalla partenza per il K2, scrive alla montagna, di se stesso e dei suoi ricordi.
Mario e Lino durante gli allenamenti invernali per la K2 Expedition 1954 - 2004

Non ricordo quanti anni avessi, ma ricordo il libro che mio zio Lino mi regalò in occasione, mi pare, di un Natale. Era un libro di montagna, in copertina un alpinista in equilibrio su un monolite di granito, doveva essere Rebuffat, con il classico maglione di lana, bianco e nero. Sfogliai poche pagine e dopo cercai il capitolo spedizioni e di conseguenza il K2.
K2 uguale zio Lino! Ecco credo che fu quella la prima volta che il K2 mi "entrò" dentro… e non è più uscito.

Verso i 15 anni le prime arrampicate, poi, a 20, la prima splendida spedizione, in Perù, con gli Scoiattoli. Così mi innamorai anche delle spedizioni e di tutto quello che ti fanno vivere.
A 21 anni un'altra spedizione, questa volta in Himalaya, poi a 23 la grande occasione del K2 da Nord! Ci andai quasi incredulo verso quella spedizione e quella montagna che segnò e forse cambiò la mia vita. Quattro mesi e mezzo, un'esperienza unica, forse l'ultima mega spedizione, non tanto come mezzi ma come durata.

Ho dato tanto, forse anche troppo in quei mesi trascorsi a portar carichi esagerati per poi finire, esausto e con una flebo attaccata, a guardare i miei compagni di cordata arrivare in vetta. Avevo le lacrime agli occhi, sentivo il cuore battere, lo stomaco chiudersi e la rabbia che soffocavo dentro.
Non porto però rimpianti, anche perché quello che avevo l'ho dato e forse il destino ha voluto così per farmi sognare ancora un po'…

Poi gli esami di Guida alpina, la famiglia, il figlio, e poca arrampicata, fino al '97, quando sono partito quasi per caso, e senza allenamento, per il Lhotse. Ma il mio sogno e la mia testa erano sempre lì: al K2. A costo di aggrapparmi a chissà quale spedizione ci volevo andare per il 50° della prima salita; e così stava proprio accadendo. Ma poi, dopo un paio di riunioni e sotto la pressione di Lino, ci siamo ritrovati, miracolosamente, in sette Scoiattoli tutti convinti per il K2. Così siamo partiti per organizzare il nostro sogno comune…
Sono stati due anni difficili, anche se fortunatamente tutto è andato per il meglio. Con grande stupore e soddisfazione abbiamo scoperto un paese che ci ha seguito e incitato: è stato strano e piacevole accorgersi di come il K2 sia "entrato" nel cuore di Cortina.

Ora eccomi qua, a poche ore dalla partenza per quest'avventura verso una grande Montagna, la Montagna che più di ogni altra sento dentro, una Montagna che sento mi darà grandi soddisfazioni, comunque vada. E' arrivato il giorno: quel 2004 che tanto aspettavo. E mi vedo ancora bambino a cercare su quel libro più grande di me la foto di "Babo" (zio) Lino sulla vetta del K2, fra l'atro, forse la più bella foto di vetta di tutti gli 8000.
Aspettami, arrivo…

“Con dolcezza al mio K2”

Mario Lacedelli

Ore 2,30 del 10 giugno 2004

scheda Mario Lacedelli


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