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Storia della “cima delle cime”
Il più entusiasmante e difficile degli ottomila
La cima delle cime (ph Kari Kobler)
Il nome del K2 si deve ai topografi indiani che gli assegnarono la lettera Kappa, a indicare Karakorum, seguta dal numero 2 perché era la seconda vetta dell'incredibile chiostra del Circo Concordia, e allo stesso tempo la seconda a essere studiata dai topografi.

La "storia" del K2 inizia più di cento anni fa, con il Colonnello Francis Younghusband, il primo europeo a varcare l'Old Muztagh Pass nel 1887. Younghusband rimase senza parola di fronte ad "un cono quasi perfetto, incredibilmente alto", come riportò nel suo diario. Dopo quella prima testimonianza, il K2 ha continuato a stregare generazioni di alpinisti: grandi spedizioni e piccoli teams hanno intrapreso la sua salita. Una montagna straordinaria, bellissima e difficile, la cui salita è destinata solo ad alpinisti esperti e determinati.

Nel 1902 ci fu il primo tentativo di salita: la spedizione anglo-austrica guidata dall’inglese Oscar Eckenstein, raggiunse quota 6.600 metri Lungo la cresta nord est. Nel 1909, invece, il Duca degli Abruzzi riuscì a superare quota 6.600 metri seguendo la cresta sud est, e trovando così la strada per quella che diventerà la via Classica di salita: lo Sperone Abruzzi. La stessa via che porterà in vetta Lino Lacedelli e Achille Compagnoni nel 1954 e che seguìranno gli Scoiattoli in questa spedizione del 2004.

L’impresa fu ritentata solo dopo trentasei anni. Nel 1938, un gruppo di alpinisti americani guidati da Charles Houston toccò, con Paul Petzoldt, quota 7925 metri. L'anno dopo, nel 1939, sempre una spedizione americana con il capo spedizione Fritz Wiessner, uno tra i più forti alpinisti del tempo, e lo sherpa Pasang Dawa si spinse altissima arrivò fino a 8370 metri, ma poi tutto finì tragicamente con la morte di Dudley Wolfe e di tre sherpa. Nel 1953 ritorna Charles Houston con la sua seconda e ultima spedizione al K2: arriva a quota 7800 metri, naturalmente lungo lo Sperone Abruzzi. La strada è aperta, e ormai è solo questione di tempo. Sempre nel 1953, infatti, Ardito Desio e Riccardo Cassin compiono la loro esplorazione al K2 per osservare da vicino lo Sperone Abruzzi.

Finalmente, nel 1954, la spedizione italiana, patrocinata dal Cai e guidata da Ardito Desio, riuscì nella grande impresa di ascendere gli 8611 metri di questa cima inviolata: alle ore 18,00 (ora locale) del 31 luglio 1954 Lacedelli e Compagnoni raggiungono la vetta. Da quel giorno il K2 ha rappresentato una delle salite più ambite e impegnative per gli alpinisti di maggior spicco: ma ci vollero 23 anni per la 2a ascensione. Solo nel 1977, infatti, sei giapponesi e un pakistano riescono a ripercorrerre fino in vetta la via degli italiani.
Dal 2001 nessuno è salito più in vetta al K2. Gli ultimi italiani a salire in cima sono stati i valdostani Abele Blanc e Marco Camandona nel 2000, e l'altoatesino Hans kammerlader nel 2001.

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