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13-07-2004
K2 il prezzo della conquista il libro di Lino Lacedelli e Giovanni Cenacchi
E' uscito oggi nelle librerie l'atteso libro con il quale Lino Lacedelli, aiutato da Giovanni Cenacchi, ripercorre le vicende che lo portarono, insieme ad Achille Compagnoni, in vetta al K2... il servizio di Nives Piccinini.

di Nives Piccinini

CORTINA - La verità di Lino Lacedelli. La si può conoscere, leggendo il suo libro, fresco di stampa, uscito oggi e che, in una sola giornata, ha venduto da "best sellers".Non poteva essere altrimenti. Dopo le "bordate" di Walter Bonatti, le accuse, il suo racconto di ciò che è accaduto a pochi metri dalla cima, Lacedelli, aiutato  da Giovanni Cenacchi, appassionato alpinista che collabora con le più importanti riviste del settore, spiega per l'ennesima volta "questa storia che ho raccontato tante volte, ma mai del tutto. Ci sono molti particolari che potrei raccontare adesso. Come per esempio la questione del Nono Campo; non ne ho mai parlato completamente, né del Nono Campo, né di tante altre cose"... "K2, il prezzo della conquista", edito da Mondadori, è un libro-intervista nel quale Lino Lacedelli rende la sua testimonianza dei fatti di cinquant'anni fa.

La notte del 30 luglio Walter Bonatti rischiò di morire a più di 8000 metri insieme al portatore hunza Mahdi per consegnare le bombole di ossigeno che Lacedelli e Compagnoni avrebbero utilizzato il giorno dopo per arrivare in cima. Bonatti e Mahdi, quella sera, non trovarono la tenda dei loro compagni nel luogo stabilito e passarono una notte terribile senza riparo e privi di attrezzatura. Lino Lacedelli risponde a diverse domande:"perché il campo Nove fu spostato? Come si spiega l'esaurimento dell'ossigeno prima della vetta? Perché Bonatti fu in seguito accusato di aver congiurato segretamente contro i suoi compagni? "L'intervista a Lino Lacedelli, scrive Cenacchi, lascia emozionati e pensosi. Per l' unicità della testimonianza, certo, ma anche per la durezza e la lucidità di certi giudizi. Confrontare il suo racconto con quelli prodotti fino a oggi a proposito di questa spedizione, è la prima reazione che viene spontanea. Si deve cominciare dal racconto ufficiale che Ardito Desio impose con il suo libro  ( e con il divieto agli altri alpinisti, di narrare la prima versione) . La sua non è una storia della spedizione, ma una cronologia che, avverte Lacedelli, è piena di lacune e imprecisioni. Ma la di là degli eventi e dei particolari, si apprezza nel racconto di Lacedelli l' illustrazione del clima generale, dell'atmosfera cioé in cui si svolse l'intera spedizione sin dalla partenza dall'Italia.

Mauro Corona, senza il quale dice Lino, questo lavoro non avrebbe trovato un'ambita veste  editoriale, giudica quello di Lacedelli, " un racconto esplosivo che farà schizzare sassi di scalpore. Le parole di Lacedelli faranno rumore, perché la verità fa sempre rumore" ...Le domande incalzano: Tu avevi capito che Bonatti avrebbe dormito fuori? Ma che alternative c'erano, quella sera? Come avreste potuto ripararvi in quattro in una tenda in cui non si riusciva nemmeno a stare in due? Pensi che Bonatti volesse arrivare in cima? ma l'accordo con Bonatti era che lui salisse a portare l'ossigeno? Nelle risposte di Lacedelli ci sono i fatti, quello che è accaduto agli 8000 metri e poi più su verso la conquista. "Io ero arrabbiatissimo con Achille ( Compagnoni ndr), Scendendo ho capito meglio le cose, come era andata davvero al Campo Nove. Con lui ho parlato poco. E con.. Bonatti, bè, per la cronaca, è lui che mi ha massaggiato le dita congelate, appena tornati. Si parlava poco, perché innanzitutto avevo un gran male alle dita, però ricordo che gli ho detto:" Ti ringrazio, hai fatto tutto il possibile" e non c'erano altre parole da dire. Poi Bonatti aveva capito benissimo e mi ha detto che non ce l'aveva con me. Io credo che gli si debba dare atto di questo: Bonatti si è sacrificato. Portar le bombole fino a 7950 metri e poi essere costretto a scendere... ha fatto veramente una cosa eccezionale che non si può dimenticare e io non l'ho dimenticato mai".

di Nives Milani Piccinini (Radio Cortina)

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