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23-07-2004
Paolo Tassi: 2054, dalla conquista alla fantascienza
Mentre aspettiamo (anche con un po’ di d’ansia) gli sviluppi dal K2. Paolo Tassi, non pago di essere appena rientrato con Lino Lacedelli dalla “sgambata” al Campo base della Grande Montagna, è ripartito per il futuro, per il 2054. Un viaggio (affrontato sempre con il sorriso) dalla “Conquista alla fantascienza”, che vuole essere di buon auspicio per tutti!

Dalla conquista alla fantascienza
Gilardon (Cortina), estate del 2054

“Ok Lino, ti passo a prendere domani mattina, il viaggio è sempre lo stesso: Venezia-Londra-Islamabad-Skardu-Askole-tutto il Baltoro fino a Concordia e poi a sinistra dritti per tutta la valle fino all’ultima montagna…il K2… me lo ricordo non ti preoccupare”!
Sono passati 100 anni dalla conquista di quella montagna; 50 da quel viaggio nel tempo che ha reso una parte di noi immortali, come la storia.

“No Lino, Desìo non c’è, non ha passato la rivoluzione tempo-storica… si, al campo base troveremo il suo discepolo con la sua spedizione nazionale italiana; gli altri della gita? Si, li troviamo in aeroporto domani, ci sono tutti quelli dell’altra volta. Però ora mettiamo giù il telefono che preparo lo zaino liofilizzato (una vera gioia per i portatori moderni), ciao “se vedon doman”!

E’ incredibile, sono passati 100 anni dalla conquista di quella montagna, 50 da quel viaggio attraverso la storia che ci ha fatto camminare con un pezzo di essa ed ha fermato il tempo…
Sulle testate dei quotidiani si leggono ancora gli strascichi delle polemiche tra gli alpinisti di quella generazione immortale: Walter è sempre incazzato, Achille comincia a dar segni d’insofferenza, Erick tace ed usa il “suo” ossigeno per correre ancora… Il tempo si è fermato, vizi ed emozioni no!

Appena giungiamo in Pakistan corre voce che Riccardo (ingiustamente scartato un secolo fa) è all’attacco della montagna a capo di una spedizione di Vatussi, col patrocinio della repubblica di San Marino…sarà vero? I continui indizi mi portano a credere che gli alpinisti di quell’epoca siano veramente immortali…

Come al solito il volo per Skardu è annullato, al drappello di amici toccano 2 giorni di pulmino,
Lino se la ride almeno lui quel volo lo ha già fatto, un secolo fa…
Scopo del nostro viaggio è salutare ancora Mario Puchoz ed andare a trovare i nostri amici Scoiattoli, che tentano di ripetere la via di Achille e Lino; una doverosa celebrazione storica (non un’impresa) che per esser ancor più vera utilizzerà le corde della spedizione del ’54. “ Almeno là non ci si attacca nessuno”! Così mi hanno detto gli amici prima di partire…

Askole 50 anni fa, 100 anni fa, oggi. Nulla è cambiato,” Qua è dura che cambi” dice Lino.
L’incontro coi portatori: sono sempre gli stessi, stesse facce ma miglior attrezzatura: hanno i lacci nella scarpe… evviva.
Poi il trekking, è sempre duro, duro davvero come una volta: le pietre, il sole, il freddo, le tende la solita antica faticaccia. “Cacacorum”! Sentenzia Lino al primo attacco di dissenteria generale. Il tempo si è fermato, la m.... non si ferma…ahia…

Nella lunga passeggiata i ricordi di tutti si fanno sempre più vivi, più forti con l’avvicinarsi della Montagna che si svela a noi maestosa arrivando al campo di Concordia.
“E’ sempre cattiva… bella…” le parole di Lino sono i pensieri di tutti.
Incrociamo gli altri pellegrini del C.A.I. di ritorno dalla visita lampo al campo base e ci dicono: “Ci faccia fare una foto con Lei, Sig. Lacedelli, siamo della sezione di Carpi e siamo ormai a carponi…”. Ad occhio sono circa 600 e seguono un sentiero denominato: Dalla conoscenza alla conquista (il percorso inverso dell’altra volta).

Il tempo si è fermato, Lino si è fermato a fare le foto, il C.A.I. si è fermato… Finalmente arriviamo al campo base. La festa è clamorosa, tutti escono dalle tende per vedere quell’uomo che su questa Montagna ha scritto una pagina di storia. Alpinisti, portatori, cuochi, viandanti di ogni genere ballano e cantano in onore di chi, per primo, ha posato piede sulla cima, un secolo fa!! Piangiamo tutti, è una parata commovente. “Welcom, mr. Lino welcom…”.

Il tempo si è fermato, Lino no: cammina fino alla tenda di Re Kobler accerchiato dalla più strampalata compagnia che mai avrebbe immaginato di trovarsi qui assieme a 5000 metri,
nel 2054…. E’ un sogno che si realizza nuovamente, bisogna esserci per capire ciò che sta capitando.
La vita al campo base è la stessa di sempre: 50, 100 anni fa; dura e monotona un altalena di emozioni dettate dal meteo. Forza ragazzi tutti del campo base che sognate la cima, è la che vi aspetta! E i sogni si realizzano, altrimenti Lino e tutti noi non saremmo ancora qua: Forza!!!

Paolo Tassi

Si ringrazia chi a questo sogno ha creduto ed ha avuto l’onore di condividerne il cammino:
Paolo, Corrado, John, Anna, Ibrahim, Nabi, Gennaro, Cinzia, Simona, Laura, Karin, Karin, Luigi, Giovanni, Alessandro, Leonardo, Guido, Jane, Robert, Lorenza, Joe, Valdimiro, Michela, Massimo, Birichin 2°, Hussein, Alberta e colui che ci ha guidato attraverso le porte del tempo: Lino.

P.S. Visto il successo morale suscitato da questo viaggio ho intenzione di andare sulla Luna ad accompagnare Amstong per una nuova ed esaltante passeggiata, mancano pochi anni all’anniversario.
Sono aperte le iscrizioni.


Nella foto di questa pagina: Lino: felicità K2. (ph Paolo Tassi). Un click sulla foto di questa pagina per il portfolio sul trekking di Lino Lacedelli.



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